Impronte digitali
Altra trovata geniale: le impronte digitali ai Rom.
E' sempre più evidente che nella copia della costituzione che hanno fornito al Governo ed ai parlamentari della maggioranza manca l'articolo 3.
Per la nostra sicurezza dobbiamo schedare i Rom, ma SOPRATTUTTO per la loro sicurezza dobbiamo schedare anche i bambini.
Che gli italiani siano sempre stati un po' (molto?) razzisti lo sappiamo da almeno 80 anni. Speravo, pia illusione?, che non lo fossero più, che lo fossero meno, che la lega fosse un fenomeno isolato...
Oggi ho la definitiva conferma che non è così.
Vediamo il colpo di genio di Maroni.
Prendiamo le impronte digitali ai Rom così se delinquono 2 volte di fila alla seconda li riconosco. Sembra filare.
L'inghippo? Da dove partire?
Inghippo costituzionale: il già citato articolo 3.
Inghippo logico 1: a cosa serve avere le impronte di una persona? Situazione: furto in appartamento. Ovviamente (!) sono stati dei Rom. Arriva la squadra dei RIS (o forse CSI: Bologna) e prende le impronte fin sotto le tazzine da caffè (come no!). Questi tornano in centrale e trovano una corrispondenza. Ora sanno che chi ha commesso il crimine era (ovviamente) un Rom... poi? Dove lo trovano? Boh...
Inghippo logico 2: per riconoscere un criminale al secondo crimine è sufficiente prendere le impronte digitali DOPO il primo crimine. Se non li prendo mai, avere le impronte è inutile. Se li becco 1 volta sola, avere le impronte non mi serve a nulla, se non a sapere che sono Rom, il che non è un crimine. Se li prendo 2 o più volte li riconoscerei lo stesso.
Inghippo logico 3: i bambini. Non solo si presume che tutti i Rom siano criminali, si presume anche che tutti i loro figli lo siano. Che culo! Non sono un Rom e miei figli nemmeno: cresceranno onesti come tutti gli altri italiani... ferma un attimo, come tutti gli altri italiani? Come i mafiosi? Spero di no. Come i camorristi? Spero anche quello di no...
Aspettiamo con gioia le schedature degli omosessuali (forse oggi dovrei dire "froci": è più politically correct), degli ebrei e dei musulmani, dei siciliani (quelli forse no perché ci votano in massa), dei napoletani (così lo becco quello che lascia il sacchetto della spazzatura per strada!)...
Tento ora di mostrare (vorrei dire dimostrare, ma le dimostrazioni in questo ambito sono quasi impossibili) che il provvedimento è volutamente razzista (se ce ne fosse bisogno).
Mi rifaccio ad un esempio medico: se in un pronto soccorso un medico deve curare delle ferite o in generale entrare in contatto con fluidi corporei come si comporta quando arriva un paziente con AIDS? Mi comporto esattamente come con tutti gli altri: utilizza le precauzioni del caso peggiore.
Se quindi (per assurdo) fosse utile poter identificare tramite impronte digitali un criminale al primo crimine quale dovrebbe essere il metodo? Schedare tutti gli italiani (e forse gli stranieri residenti sul suolo italiano). Non sarebbe discriminatorio, non sarebbe razzista. Sarebbe più complicato, ma la civiltà ha un costo. Non essere razzisti è civiltà. E quel costo io voglio pagarlo, voglio pagare quel piccolo o grande costo in più che ogni mattina mi permette di alzarmi e pensare di essere, con tutti i miei limiti, una persona civile.
Si poteva evitare!?
Purtroppo non ho argomenti per dissentire.
Ma, se il quadro è questo, allora,
un rovello mi assilla: perchè non lo si è evitato?! Bastava una sola legge "quasi ad personam": UNA VERA LEGGE SUL CONFLITTO DI INTERESSI!
Perchè non la si è fatta? Timidezza, deolezza, stoltezza, sottovalutazione...Boh!!!
E una domanda sconcertante: Veltroni voleva e vuole collaborare con un Dittatore!?
Conflitto di interessi?
Non è quella legge che avrebbe tolto di mezzo Berlusconi.
Anzi non sono le leggi che tolgono di mezzo i dittatori.....
I dittatori vanno messi in galera o eliminati fisicamente, ancora una volta non voglio incitare nessuno alla violenza, semplicemente scrivo una cosa ovvia e risaputa.
Ha ragione Fedro: qualcosa non ha funzionato nei sistemi di protezione della nostra democrazia, la colpa può essere data genericamente ai politici, ma non può essere accollata a questo o quel partito, la democrazia è un bene di tutti e si può tutelare solo con l' unione di tutti contro i dittatori. Questa unione non c'è stata, Casini per esempio ha pensato per molto tempo di poter addomesticare Berlusconi, il centrosinistra ha avuto paura di demonizzare l'avversario (ma non era un avversario era un dittatore!!!!) Ciampi ha badato al rispetto formale della costituzione (molto di più non poteva fare e non può fare nemmeno Napolitano).
Tuttavia è utile guardare indietro? Per prevenire nuove dittature forse, ma prima bisogna restaurare la democrazia e questo è un processo che non può e non deve essere affidato ad un partito. Ci vuole una sollevazione popolare, ci vuole una presa di coscienza, ci vuole la consapevolezza che siamo oppressi, ingannati e presi in giro. Non è che stiamo messi malissimo, più della metà della popolazione non ha votato per Berlusconi, e anche chi ha votato Lega è solo un fiancheggiatore e non un fautore della dittatura, tuttavia bisogna far crescere un movimento che rovesci il governo, che canalizzi il malcontento.
Non però indicando alternative, ogni partito ha la sua ricetta ed è giusto che sia così, bisogna fare un passo alla volta. Prima rovesciare il governo e neutralizzare Berlusconi, poi indire libere elezioni che saranno veramente libere solo con Berlusconi in galera o morto e il suo impero mediatico liquidato.
Impronte digitali
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Abbattere la dittatura
Gli italiani sono ignoranti, lo scrivo anche troppo spesso. Ignorano soprattutto la storia recente, quella del novecento. Sembrano infatti non accorgersi che tutte le grandi dittature del novecento hanno mantenuto una parvenza di democrazia almeno nella forma anche se hanno privato nella sostanza i cittadini della libertà
Farò alcuni esempi eclatanti:
1)Hitler andò al potere con un voto popolare ed usò quel voto per stravolgere lo stato tedesco e la sua costituzione fondando il terzo reich
2)Mussolini stravolse la costituzione dello stato sabaudo utilizzando la legge Acerbi che gli dava la maggioranza in parlamento
3) Nell' URSS si votavano i candidati unici e c'era un parlamento che eleggeva il primo ministro
4) Nella cuba di Castro il capo del governo viene eletto dall' assemblea del popolo
5) Perfino nella spagna franchista c'era le elezioni locali e quelle nazionali delle coortes
6) iL presidente cinese è eletto dall' assemblea del popolo
Quindi il fatto che in Italia si voti e che sopravvivano alcune istituzioni democratiche non vuol dire affatto che da noi ci sia libertà e democrazia.
Perchè queste esistano è necessaria innanzi tutto la separazione tra i poteri legislativo esecutivo e giudiziario. Cioè Governo, parlamento e magistratura debbono essere rigidamente separati e ciascuno sovrano nelle sue attribuzioni. E' evidente invece in Italia che il capo del governo vuole controllare la magistratura e si rifiuta di farsi giudicare da essa, inoltre il parlamento è "blindato" da una legge elettorale scandalosa per cui non può legiferare autonomamente, ma solo approvare (o bocciare) i decreti legge che presenta il governo.
E' ovvio quindi che almeno da questo punto di vista siamo in piena dittatura.
Un altro requisito fondamentale è che ci sia libertà di stampa, cioè che la stampa e la televisione non siano controllate dal governo, ebbene Berlusconi controlla totalmente la televisione (e sta impedendo la nomina del presidente della commissione di vigilanza RAI) e buona parte della stampa, i suoi disegni di legge sulle intercettazioni tendono poi a mettere il bavaglio anche a quei pochi giornali che non è riuscito a comprerarsi (anche si ci ha provato con la truffa sia con Repubblica che col corriere della sera).
Anche qui dobbiamo quindi concludere che siamo in piena dittatura.
Infine c'è bisogno che le elezioni siano libere.
Ebbene non solo abbiamo una legge elettorale che non ci fa scegliere chi mandare in parlamento e che da la maggioranza dei seggi ha chi ha preso meno del 50% dei voti ma le recenti campagne sulla sicurezza a Roma e sul presunto buco dei conti del comune di Roma sono state un esempio di manipolazione del voto a favore del dittatore.
Non solo ma nella regione Lazio c'è un buco di bilancio (vero e non inventato) di 20 milardi provocato dalle rubberie di Storace, con la scusa che non gli piace il piano di risanamento di Marrazzo il governo non ha dato trasferito nemmeno i 5 miliardi ordinariamente dovuti per quest'anno alla regione Lazio, la cosa provocherà da settembre la bancarotta della regione e il termine dell' assistenza sanitaria per i cittadini del Lazio. Un modo criminale di sabotare Marrazzo come governatore perchè è a lui che chiederanno conto i cittadini alle prossime elezioni. Del resto se studiamo bene la storia dell' emergenza rifiuti in campania appare chiarissimo che contro Bassolino ed il centronistra Berlusconi ha adottato la medesima strategia tra il 2001 ed il 2006.
In una dittatura poi il governo spia gli oppositori ed è esattamente ciò che ha fatto il SISDE di Pollari durante i 5 anni di governo Berlusconi e poi attraverso i dossier Telecom.
Aprite gli occhi.... siamo in piena dittatura.
La politica è il confronto tra idee ed opinioni diverse, i partiti a questo servono, quando c'è libertà. Altrimenti servono a ben poco. Quindi mi spiace per Fedro, ma le sue critiche al PD sarebbero molto sensate e condivisibili se ci fosse un confronto democratico, poichè invece siamo in piena dittatura non è di partiti che abbiamo bisogno ma di un comitato di liberazione nazionale che con metodi possibilmente pacifici, ma se necessario anche energici e violenti riporti la libertà in Italia.