Il programma che vorrei
Il programma che vorrei
Versione del 12/2/2008
Quello che segue è una "summa" di quello che desidererei che facessero i politici, in altre parole, il mio programma di governo.
Per ora sono poco più che degli appunti, pure incompleti.
Legge elettorale
Divisione del territorio in zone in numero pari al numero di parlamentari da eleggere, ciascuna zona elegge il suo rappresentante con sistema maggioritario (o altro che matematicamente si dimostri più giusto). Ogni candidato si può presentare in 1 sola zona ed ovviamente per un solo ramo del parlamento.
Divieto di candidatura per condannati (o addirittura per i riconosciuti colpevoli ed in qualche forma non condannati: prescritti, indultati, amnistiati...).
Finanza pubblica
Obiettivi a lungo termine: eliminazione del debito pubblico
Tasse
Riduzione del numero di tasse sul reddito (a 2). A lungo termine diminuzione del gettito ricavato, a breve termine solo semplificazione della legislazione in
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Leggi e legiferazione
Vorrei che il parlamento prendesse in esame una alla volta le leggi vigenti e ne riducesse il numero in primo luogo sostituendo vecchie leggi più volte emendate con testi unici.
Questa azione avrebbe il solo scopo di ridurre il numero di leggi vigenti, renderne più facile la comprensione e la successiva modifica.
Contemporaneamnete dovrebbe essere svolta un'opera di pulizia del corpo legislativo eliminando le leggi ormai diventate obsolete.
Una manovra di più ampio respiro sarebbe quella di modificare il modo in cui si scrivono le leggi.
Attualmente le leggi vengono scritte usando quello che in informatica si chiama diff: in pratica non si scrive il testo finale della legge, ma si scrive la diff-erenza fra la legge in vigore ed il testo finale che si vuole approvare. Con il risultato che dopo un po' di modifiche non è più immediato sapere quale sia il testo effettivamente in vigore.
La mia proposta sarebbe quindi di procedere (e di cambiare le procedure) in modo che vengano approvati sempre testi unici.
Il tutto sarebbe anche quasi banale da gestire con software di controllo versione comunemente adottati in ingegneria del software (CVS, SVN, VSS...).
Fra le altre cose software del genere permetterebbero di visualizzare lo stato di tutte leggi vigenti in qualunque momento del passato in modo automatico...
Bisogna dire e fare di più
Ho letto attentamente il tuo “Programma di Governo”, ma rischia di essere semplice retorica e demagogia.
Ad esempio dire “Vorrei che i politici facessero”, ecco attribuisci ai politici un ruolo distante da te, se hai le idee chiare allora agisci direttamente sul mondo politico, caricati di responsabilità civica e dai il tuo contributo attivamente.
Per quanto riguarda il programma bèh le cose non sono così facili;
In merito alla legge elettorale : Qualsiasi legge elettorale può essere giusta e nello stesso tempo sbagliata, il problema dell’Italia non è la legge elettorale, ma il sistema politico, il quale deve essere in grado di autodeterminarsi e regolamentarsi, attraverso l’etica, la morale ed il buon senso, la mossa che ha fatto il Pd nelle scorse settimane lo dimostra ampiamente, il sistema politico Italiano sta cambiando, senza bisogno di leggi o regolamenti, ma è così che deve essere, quella che appare come confusione in realtà e solo chiarezza, ma questo apparirà tale tra qualche anno.
Comunque la migliore legge elettorale resta sempre il proporzionale per una società frammentata e pluralista come la società Italiana.
In merito alla Finanza Pubblica: Certo è indubbio che il problema della Finanza Pubblica Italiana lo si può pacificamente riscontrare nell’incapacità dei Governi di stabilire una politica economica di medio e lungo termine, ma questo è solo possibile quando c’è un sistema politico che si ispira al buon senso comune, le scelte di Politica Economica di medio e lungo termine devono necessariamente essere condivise in larga parte altrimenti ogni politica adottata sarà poi stravolta e cambiata non raggiungendo mai alcun obbiettivo.
Certo risolvere il problema del debito Pubblico è inevitabile, ma lo si potrà fare se davvero il sistema politico Italiano cambierà come sembra stia facendo finalmente, infatti solo attuando una politica economica e fiscale di medio e lungo termine, largamente condivisa, potrà raggiungere tale obbiettivo.
Ma in merito alla Finanza Pubblica ci sono molte, troppe cose da fare, la semplificazione del sistema riprendendo a pieno lavoro le riforme Bassanini sulla pubblica amministrazione, contenimento e riduzione della spesa pubblica, esemplificazione del sistema contributivo, lotta all’evasione, applicazione della giustizia fiscale e contributiva ecc.
Tutto è comunque interdipendente.
In merito Alla Scuola : bèh il sistema scolastico deve essere riformato, ma in modo generale e profondo, Bisogna rintrodurre rigore nelle scuole, rigore nei confronti degli alunni ma soprattutto dei docenti e dei dirigenti scolastici, ma anche sul tema della scuola, troppe riforme negli anni, perché anche il Sistema scolastico deve necessariamente trovare una politica di larga condivisione.
E così sulle altre questioni.
Credo che in Italia sarebbe necessario innanzitutto esemplificare il sistema istituzionale.
Parlamento Formato da una sola camera di 450 deputati, con la presenza all’interno di Senatori a vita per un numero non superiore a 5.
Abolizione delle provincie.
Riduzione dei Consiglieri Regionali.
Riduzione dei Consiglieri Comunali.
Esemplificazione del sistema legislativo a tutti i livelli, dal palamento monocamera ai Consigli Comunali.
Poi bisognerebbe:
Riformare il sistema tributario, esemplificarlo, sia un esemplificazione in merito alle dischi razioni fiscali e alla contabilità sia in merito all’accertamento e alla riscossione.
Riduzione della pressione fiscale generali a limiti accettabili ed applicazione di criteri di giustizia fiscale.
Riformare il sistema Scolastico nel suo complesso.
Riformare il mondo del lavoro.
Riformare il sistema della Giustizia, precludendo il continuo ricorso in cassazione per ogni motivo e sciocchezza, snellendo i processi ed accelerando i tempi di decisione.
Stabilire regole chiare nei confronti dell’emigrazione.
Attuare un programma di educazione civica e civile generalizzata.
Ma perché tutto questo di possa fare è necessario che ci sia prima che un sistema politico basato sul buon senso una società civile basata sul buon senso, se ognuno in Italia facesse il proprio dovere anche il politico lo farebbe, non è la società ad essere espressione del politico ma è il politico ad essere espressione e rappresentante della società
La mia non vuole essere una critica ma un contributo.