Veltroni: collusione con la mafia
Ieri sera, mercoledì 9 aprile, Porta a Porta ha presentato l’intervista a Walter Veltroni, candidato premier alle prossime elezioni politiche, in presenza di Bruno Vespa, padrone di casa e di quattro giornalisti (Ferruccio De Bortoli, Roberto Napolitano, Francesco Carrassi e Marcello Sorgi, rispettivamente direttori de “Il Sole 24 Ore”, “Il Messaggero”, “La Nazione” ed editorialista de “La Stampa”), che si sono alternati nelle domande.
Come sempre dall’inizio della sua avventura elettorale, Veltroni ha ribadito la sua linea di astensione dalla demonizzazione dell’avversario. Per quest’ultimo il riferimento prescelto è oramai “il principale esponente”: per stanchezza verbale Veltroni ha abbandonato l’autoinflitto tormentone del “principale esponente dello schieramento a noi avverso”, giacché con il progredire della campagna elettorale i riferimenti a Silvio Berlusconi sono diventati talmente numerosi nei suoi comizi e dibattiti che la perifrasi del nome dell’avversario è diventata stucchevole anche per il suo coniatore.
Malgrado l’assicurazione fornita al pubblico in apertura, Veltroni non solo non si è astenuto da un attacco frontale nei confronti del suo avversario, scagliato con un fervore da ultimissime ore di campagna, ma ha addirittura fatto velatamente allusione a una collusione con la mafia.
L’occasione è giunta con la domanda del direttore de “Il Sole 24 Ore” De Bortoli: “A proposito di brogli, ma secondo lei la mafia e la camorra possono condizionare queste elezioni?”. Immediata la risposta di Veltroni: “Assolutamente sì! Assolutamente sì! Mafia, camorra e ‘ndrangheta possono condizionare queste elezioni. Come hanno condizionato tante elezioni. E non vorrei che una serie di frasi che vengono mandate, fossero segnali in questa direzione...”
L’affermazione, già esplosiva di per sé, è poi stata ulteriormente specificata in uno scambio di botta e risposta Vespa-Veltroni-Carrassi-Veltroni, avvenuto subito dopo:
Veltroni: (esplicitando la distinzione tra brogli e poteri criminali) “Un’altra cosa è la domanda che fa De Bortoli. E cioè se poteri criminali sono in grado di condizionare...”
Vespa: “Che significa condizionare?”
Veltroni: “Condizionare significa scegliere dei candidati. Significa trovare le persone delle quali ci si fida. Quelle persone che poi possono garantire i poteri, criminali, nei momenti in cui si fanno le cose importanti, che si chiamano appalti, che si chiamano...”
Carrassi: “Quindi possono determinare una maggioranza o l’altra di governo?”
Veltroni: “Possono determinare i voti. Ma non è mica la prima volta che succede, è sempre successo nella storia politica italiana.”
E così Veltroni sembra ora passato alla seconda fase del suo attacco in materia di mafia. Già da diversi giorni, nei suoi comizi elettorali, Veltroni aveva dichiarato frontalmente alla mafia “di non votare per noi”. Quando Berlusconi da Palermo aveva dichiarato “useremo ognuno dei vostri voti per combattere la criminalità organizzata”, il leader del PD aveva avviato la prima fase dell’attacco al suo avversario politico dichiarando in comizio “non è sufficiente dire che si combatterà la mafia, bisogna dire che non se ne vogliono i voti”. In quale modo Veltroni ritiene che in una democrazia i voti debbano essere condizionati dai partiti o dai loro leader, o addirittura che le motivazioni di voto debbano essere controllate? (alla 1984?)
La seconda fase sembra impostata a suggerire che gli avversari politici stanno addirittura dando indicazioni alla mafia, in primis, è manifesto nella conversazione, il “principale esponente” (peraltro gli altri avversari non sono mai menzionati nel discorso del candidato premier del centrosinistra, chiaramente inesistenti nel suo panorama avversario).
Due domande sorgono spontanee: vuole Veltroni, invece di fare pure illazioni accusatorie della più bassa lega, sostanziare le sue accuse specificando le “frasi che vengono mandate”, così compromettenti da meritare l’accusa di essere segnali espliciti per la mafia? Se Veltroni ha ragione nel dire che Berlusconi discredita l’Italia a livello internazionale facendo riferimento ai brogli, è altresì vero che Veltroni, facendo riferimento in modo allusivo alla commistione politica con la mafia in queste elezioni, fa esattamente la stessa cosa.
In secondo luogo, e soprattutto, questo mostro di accusa, quale orribile volto assumerà nella terza fase, quella post elettorale? Forse giungeremo addirittura a una manifesta accusa di aver portato a casa il risultato elettorale con i voti della mafia? Sembrerebbe l’inopportuna conclusione logica di questa spirale accusatoria. Una continuazione del vittimismo politico postelettorale tutto italiano.
Va da sé che la corruzione del sistema politico da parte della mafia deve essere presa seriamente, al pari di ogni forma di corruzione del sistema politico. Ciò nondimeno, Veltroni ha ridotto l’altra forma di corruzione del sistema, ossia i brogli, a un insulto a Berlusconi (tacciato di “vecchia politica”), malgrado la loro presenza sia stata una questione sollevata sia tra le fazioni del PD durante le primarie che hanno portato all’elezione dello stesso Veltroni, sia di recente in evidenze provenienti dalla distribuzione delle schede elettorali nella circoscrizione estera (cfr. link). Del resto, già allora Veltroni aveva minimizzato la questione dichiarando che “Non si può fare neanche un’elezione di condominio senza che qualcuno gridi ai brogli”.
Nessuna forma di corruzione può essere ignorata, in quanto è la causa della distruzione della cultura democratica in una società e non dovrebbe essere né minimizzata né menzionata alla leggera in nessun caso e soprattutto non ridotta a un mero insulto dell’avversario. Ci si augura di poter assistere prima delle elezioni, da parte di Walter Veltroni, in nome del bene di quell’Italia di cui si dichiara innamorato, a dettagliate evidenze specifiche oppure a manifeste ritrattazioni e scuse in riferimento a questa insostanziata e pertanto diffamatoria illazione, magari in occasione della prossima intervista televisiva di grande impatto, questo venerdì a Matrix, in prima serata. Tristemente, il leader del Partito Democratico ha davvero introdotto il nuovo in questa campagna elettorale, seppur in un formato decisamente vecchio: un’accusa velata, ma quanto mai chiara, di collusione con la mafia a fini elettorali al principale esponente dello schieramento a lui avverso...
brogli? finalmente una cosa seria...
... ma non per il PD...
Venerdì alle 8.45 am Karma negava l’esistenza dei brogli. Appena dodici ore dopo (8.31 pm) ammette che esistano. I voltafaccia sono sempre interessanti. Soprattutto quando avvengono perché la parte coinvolta appare quella avversaria. Il conveniente moralismo italiano...
Più importanti di Karma, i leader politici del centrosinistra per lo stesso interesse di parte si sono rifiutati di ammetterne la rilevanza: Veltroni (“Brogli? Bisogna finirla” ... “Chi parla di brogli non può governare”), Finocchiaro (“Questa faccenda dei brogli è francamente ridicola.”).
La verità è che la loro “possibilità” è sempre esistita e chi negava o ridicolizzava era o ignorante o mentiva. O per usare le parole di Karma, era idiota o delinquente. In entrambi i casi, non si dimostra idoneo a risolvere i problemi del nostro paese.
La domanda è: Veltroni è ignorante al riguardo o ha semplicemente scelto per motivi politici di minimizzare un serio problema di corruzione della democrazia che da anni attanaglia il nostro paese?
Per chiudere, faccio notare che un esempio (per il momento da verificare e disseminato a due giorni dal voto attraverso un’illegale fuga di notizie) non significa aver scoperchiato l’intero barile di vermi... Cosa che non succederà finché tutti i politici non prenderanno seriamente il problema.
comincio a dubitare
della buona fede del nostro amico o della sua attenzione oppure della sua capacità di comprendere quello che legge.
Quando ha sollevato la questione dei brogli gli ho risposto che nelle sezioni elettorali sono difficili e poco redditizi alle politiche, possibili alle amministrative.
Ho anche messo in chiaro che gli unici casi in cui un broglio aveva qualche speranza di riuscire era quello del voto all' estero dove i numeri sono bassi, ci sono le preferenze e non c'è l'annullamento preventivo delle schede non votate.
Non si è accorto di quanto ho scritto? Non l' ha letto? Non l' ha capito?
Se lo avesse capito non potrebbe accusarmi di aver scoperto improvvisamente che i brogli erano possibili nel caso calabrese.
Se poi fosse capace di ragionare in astratto dovrebbe ammettere che poichè gli eletti all' estero sono irrilevanti alla camera e solo 6 al senato un broglio su una circoscrizione estera frutta poco. E' certamente utile alla criminalità organizzata che si accontenta di un osservatore in senato ma non è o non dovrebbe essere determinate per chi si candida a governare.
A meno che non sia disperato. La scoperta che nei brogli è coinvolto Dell' Utri (e quindi forza italia) prova se mai ce ne fosse ancora bisogno che il popolo senza libertà è il partito dei delinquenti (votato anche da idioti) e che Berlusconi è disperato se ha bisogno di falsare il risultato elettorale.
Anche le accuse a Veltroni sono abbastanza ridicole. La responsabilità di garantire la regolarità del voto spetta non ai partiti ma alle istituzioni, quindi al governo in carica. Così come la responsabilità di garantire l' ordine pubblico spetta alla polizia e non ai cittadini. Certo i cittadini non debbono commettere reati, ma l' ordine e la legalità sono responsabilità delle forze pubbliche.
Nel 2006 questo compito spettava al governo Berlusconi. Se lo ha fallito non merita di essere rieletto. Adesso spetta a Prodi e ad Amato e io come Veltroni, non ho alcun dubbio che lo svolgerà al meglio. Se lei o Berlusconi avete dei dubbi sulle istituzioni (cosa purtroppo più volte affermata) siete equiparabili ai terroristi e agli eversori. Loro infatti contestano e tentano di sovvertire le istituzioni.
"un broglio su una circoscrizione estera frutta poco"
Karma: "poiché gli eletti all' estero sono irrilevanti alla camera e solo 6 al senato un broglio su una circoscrizione estera frutta poco"
È interessante notare che Karma prende la corruzione e i brogli tanto seriamente quanto Veltroni e Finocchiaro e che il concetto di "redditizio" è essenziale nella sua valutazione del problema.
Alcuni seggi al senato, chi se ne frega! Che differenza fa? Ha seguito la politica negli ultimi due anni?
6 seggi, ottenuti all’estero – o in qualsiasi altra circoscrizione – sono stati decisivi negli ultimi due anni: non ha notato? E potrebbero essere decisivi di nuovo... Uno dei motivi per cui il "porcellum" è tanto criticato!
La domanda che senz’altro si porrà è: a chi sono andati quei seggi, così facilmente corruttibili? Nel 2006: 1 a Forza Italia, 4 all'Unione e 1 a un indipendente che si è schierato con l'Unione.
Karma: "Anche le accuse a Veltroni sono abbastanza ridicole. La responsabilità di garantire la regolarità del voto spetta non ai partiti ma alle istituzioni, quindi al governo in carica."
Rilegga bene: non ho dichiarato che Veltroni avesse il dovere di garantire la regolarità del voto, bensì di NON MINIMIZZARE IL PROBLEMA e di PRENDERLO SERIAMENTE. E comunque l’attuale governo in carica è formato in larga parte dal PD. Di cui Veltroni, sicuramente l’ha notato, è il principale esponente.
Al di là della sua carica all’interno del PD, ogni italiano che ama il suo paese deve prendere seriamente la sua corruzione ed ogni forma di corruzione possa toccare il modo in cui le sue istituzioni sono formate. Negare/ridicolizzare/minimizzare per interessi di parte o fini politici – anche fosse solo 1 unico seggio a rischio – è un tradimento del paese e un interessante relativismo morale.
lei mi ricorda lova
E' preparato, argomenta in maniera piacevole, ma ha delle rigidità polemiche che a mio parere la portano fuori dal cuore dei problemi.
Lei chiede a Veltroni di NON MINIMIZZARE IL PROBLEMA e di PRENDERLO SERIAMENTE. ma riconosce che Veltroni non ha poteri se non quello di essere un segretario di un partito al governo. Secondo me dovrebbe chiedere ad Amato di NON MINIMIZZARE IL PROBLEMA e di PRENDERLO SERIAMENTE, ma per quanto mi risulta Amato non lo sta affatto prendendo sotto gamba. E' tipico della cultura eversiva Berlusconiana non distinguere tra parti politiche ed istituzioni arrecando un gravissimo danno alla credibilità di queste ultime ed al sistema democratico, mi pare che lei faccia lo stesso errore e non capisco se lo fa intenzionalmente per mantenere il punto o invece veramente non coglie la differenza.
Un' altra aberrazione del berlusconismo è l' inversione della causa e dell' effetto (il tipico falso sillogismo: Berlusconi è indagato perchè fa politica, in realtà si può dimostrare che causa ed effetto sono invertiti Berlusconi fa politica perchè è indagato). E' la pessima legge calderoli che fa eventualmente diventare un fatto grave il broglio sui senatori all' estero; senza la legge calderoli i senatori esteri sarebbero quello che devono essere: un diritto di tribuna ad alcuni italiani proprio come il senatore della valle d'aosta.
Le faccio notare:
A) i modi di elezioni dei senatori all' estero sono stati stabiliti dalla legge Tremaglia, credo si prestino ai brogli, ma la responsabilità è tutta del centrodestra che ha fatto una normativa fasulla
B) in nessun paese civile è accettabile che l' esistenza di un governo sia legata al voto dei residenti all' estero, se ciò accade vuol dire che è sbagliato e non rappresentativo il sistema (cioè la calderoli)
C) le uniche prove di brogli all' estero sono per il momento a carico del centrodestra col coinvolgimento del senatore dell' utri.
Infine mi preoccupo della redditività dei brogli perchè sono pragmatico, il sistema migliore per evitare un crimine non è lo stato di polizia ma rendere i crimini non redditizi. In altre parole se evadendo ad esempio il fisco divento un emarginato sociale a cui nessuno rivolge la parola probabilmente non lo evaderò. Se i delinquenti fossero disprezzati invece che ammirati questo varrebbe come deterrente più del rischio di essere condannati. questo vale ANCHE E SOPRATTUTTO per chi definisce l' ergastolano mangano un eroe.....
e c'è bisogno di Veltroni?
vuole Veltroni, invece di fare pure illazioni accusatorie della più bassa lega, sostanziare le sue accuse specificando le “frasi che vengono mandate”, così compromettenti da meritare l’accusa di essere segnali espliciti per la mafia?
Mangano è un eroe Più chiaro di così!!!!!
I brogli non sono una forma di corruzione, sono un delitto contro la democrazia.
Per le accuse ci vogliono le prove e nel caso dei brogli non solo non ci sono e nessuno le ha trovate ma il meccanismo di voto è talmente controllato che fare brogli è più difficile che svuotare fort knox. Una accusa incredibile (come ad esempio che Berlusconi è un alieno pedofilo) e della quale è impossibile fornire le prove se ripetuta come argomento in campagna elettorale è essa stessa un crimine contro la democrazia e andrebbe punita con l'esclusione dalle elezioni.
aperta inchiesta su brogli a Reggio Calabria
Dal dizionario Devoto-Oli: "broglio (brò-glio) s.m. ~ Intrigo, maneggio (per lo più condotto con la corruzione): b. elettorale." Sapere il significato delle parole e dei concetti che si usano può sempre essere utile... I brogli SONO assolutamente una forma di corruzione e assolutamente, un delitto contro la democrazia (come dicevo "causa della distruzione della cultura democratica in una società").
Non è invece vero dire che le prove di brogli "non solo non ci sono e nessuno le ha trovate": il Ministero degli Esteri è già stato attivato per affrontare il problema della circoscrizione estera, dove il voto si è già concluso (Brasile: molte schede votate ferme per sciopero delle poste; Venezuela: in molti casi le schede non sono neanche state recapitate; Argentina: presentata istanza per verificare la stampa di 120.000 schede in più, ecc.) e un'inchiesta su brogli nella circoscrizione estera è già stata aperta dalla procura di Reggio Calabria (coinvolgimento presunto della 'ndrangheta). Peraltro, l'articolo linkato è una dimostrazione assai chiara, anche se non necessariamente presentabile in un tribunale, di brogli. Del resto, se la mafia è coinvolta nel "condizionare le elezioni" è proprio tramite i brogli che può agire... Come dicevo... se si vogliono davvero risolvere i problemi di questo paese, se si vuole veramente combattere la mafia, è necessario non minimizzare alcuna forma di corruzione: prendere le cose seriamente è una condizione fondamentale per poterle affrontare e risolvere. Brogli in primis.
Quanto alle allusioni di Veltroni, non ha sicuramente bisogno che si parli per lui e invece di fare allusioni vaghe e tendenziose (senza addurre le prove), dato che è stato in grado di nominare le famiglie delle cosche una per una, è senz'altro in grado di assumersi le responsabilità di fare nomi e cognomi dei politici che starebbero presumibilmente dando indicazioni. Se è alla dichiarazione di Dell'Utri che faceva riferimento, che lo dichiarasse esplicitamente, assumendosi tutte le responsabilità degne di un politico trasparente e coraggioso come si presenta. Resta il fatto che se si fanno illazioni e allusioni così pesanti si ha il dovere morale di esplicitarle, per non gettare un'ombra di corruzione sull'intero universo avversario, prodromo sembra davvero di un vittimismo politico postelettorale (o peggio).
Mi trovo invece del tutto d'accordo con l'affermazione che "un'accusa incredibile (dare segnali alla mafia) e della quale è impossibile fornire le prove (!!) se ripetuta come argomento in campagna elettorale è essa stessa un crimine contro la democrazia e andrebbe punita con l'esclusione dalle elezioni".
Concordo anche io su molti punti
Il primo è ovviamente quello di avere elezioni regolari.
Però troppo spessi si parla di brogli a sproposito. Nel caso di mafia, ndrangheta e camorra spesso più che ai brogli si ricorre a pilotare il voto, tuttavia non è raro il caso dei risultati di intere sezioni falsati proprio nei verbali con minacce esplicite sui presidenti di seggio e gli schedatori.
Tuttavia questo non avviene nelle elezioni nazionali perchè il risultato non è così immediato e determinate come nelle elezioni amministrative. Non è un caso che l' inchiesta calabrese sia sul voto all' estero perchè lì ci sono 2 condizioni per rendere il broglio redditizio la prima è la preferenza che permette di scegliere il rappresentante della criminalità organizzata da inviare in parlamento e quindi di stabilire un diretto controllo sul suo agire e l'altra è l'esiguità dei numeri per cui qualche migliaio di voti può effettivamente garantire l'elezione di un parlamentare scelto dalla criminalità organizzata.
La storica predominanza in sicilia della DC prima e di Forza italia poi si spiegano col favore della mafia per questi partiti ma non necessariamente con fenomeni estesi di brogli.
Resta il fatto che se si fanno illazioni e allusioni così pesanti si ha il dovere morale di esplicitarle, per non gettare un'ombra di corruzione sull'intero universo avversario, prodromo sembra davvero di un vittimismo politico postelettorale (o peggio). Sono perfettamente daccordo anche su questa affermazione che si applica perfettamente alle dichiarazioni di Berlusconi (molto più che a quelle di Veltroni).
Chi non accetta il verdetto delle istituzioni dovrebbe essere escluso dalle elezioni.
Infine credo che lei non abbia valutato lo stile di Veltroni. Non ha mai nominato Berlusconi ed è ovvio che non nomini nemmeno dell' utri. Veltroni, a differenza di Berlusconi, ha fatto una campagna pro, non contro dando per scontato che i cittadini siano abbastanza maturi per vedere tutti i difetti dei suoi avversari. Non si è comunque potuto sottrarre a dei giudizi netti sugli attacchi alle istituzioni e agli ammiccamenti alla mafia come quelli di dell' utri ma l' ha fatto in maniera volutamente non polemica scegliendo più di enunciare principi che di accusare singole persone. Il mestiere di accusatore spetta ai pubblici ministeri e poichè i brogli sono un reato è a loro che deve rivolgersi chi li sospetta, non agli avversari politici ne tantomeno agli elettori. La scorrettezza estrema di Berlusconi sta tutta qui, nel sovvertire i ruoli democratici. Ne è un esempio anche la sua uscita sul presidente della repubblica che mette in dubbio la legittimità del suo mandato.
excusatio non petita
Si parlava di Brogli e....
REGGIO CALABRIA - E' Marcello Dell'Utri il parlamentare coinvolto nell'inchiesta sull'intervento della 'ndrangheta sul voto degli italiani all'estero: "Non ho ricevuto alcun avviso di garanzia" ha detto all'Ansa. Dell'inchiesta "ho letto sui giornali".
Poi ha spiegato: "Non conosco personalmente Aldo Micchichè ma l'ho sentito per telefono" e l'ho messo in contatto con Barbara Contini perché "lui si è offerto di occuparsi dei voti degli italiani all'estero". Barbara Contini è l'ex governatore di Nassiriya, candidata per il Pdl al Senato in Campania.
Dell'Utri respinge qualsiasi ipotesi di coinvolgimento in vicende di presunti brogli: "Stiamo scherzando? Stiamo dando i numeri! Se vogliono sollevare un polverone elettorale, io questo putroppo non lo posso impedire. Ma - ripete - stiamo dando i numeri".
Sul merito, Dell'Utri aggiunge: "Con Micciché ero entrato in contatto qualche mese fa per ragioni di energia. Lui in Venezuela si occupa di forniture di petrolio. Io ero in contatto con una società russa che ha sede anche in Italia, per cui - spiega Dell'Utri - conoscendo questi russi ho fatto da tramite".
"Questo signore si è interessato di organizzare il voto degli italiani all'estero come si sono attivate tutte le persone di tutti i partiti e di tutte le latitudini. Quindi non vedo dove sia la materia del contendere".
Miccichè - prosegue il senatore di Forza Italia - "non lo conosco fisicamente. E' un personaggio peraltro notissimo in Italia. E' stato amministratore della Dc negli anni '60-'70. Credo che a suo tempo abbia avuto delle vicende giudiziare legate a Tangentopoli. Per il resto è un cittadino che vive da molti anni in Venezuela, con famiglia. Non vedo cosa ci sia di strano".
La sconcertante ipotesi dell'intervento sulle elezioni delle cosche calabresi sulla quale sta lavorando la Dda di Reggio Calabria, nasce da un'intercettazione nella quale si fa esplicito riferimento alla possibilità di "controllare" cinquantamila voti, in cambio di una contropartita in denaro di 200 mila euro.
L'inchiesta di Reggio. I magistrati reggini avrebbero ascoltato una conversazione tra esponenti della cosca Piromalli ed il parlamentare siciliano candidato al Parlamento Italiano. Nell'inchiesta è coinvolto un uomo d'affari, Aldo Micciché, da tempo residente in America Latina.
Il tentativo d'inquinamento del voto avrebbe mirato a condizionare l'esito della consultazione elettorale facendo risultare come votate circa 50mila schede bianche.
Un meccanismo piuttosto semplice. Corrompendo le persone giuste al posto giusto, infatti, i clan avevano intenzione di apporre sulla scheda un segno di preferenza proprio a vantaggio del partito dell'esponente politico siciliano. Un lavoro "pulito" quindi, che non avrebbe lasciato tracce grazie a "manine amiche" che avrebbero barrato le schede di ritorno.
Un piano che evidentemente avrebbe potuto falsare l'esito elettorale. Pochi i dettagli sull'inchiesta. E' certo che gli investigatori stavano controllando alcuni telefoni sulle tracce dei soldi dei Piromalli, per cercare di capire come la cosca riuscisse a riciclare i milioni di euro del traffico di stupefacenti. Da qui la scoperta.
Micciché, da tempo residente in Venezuela, parla con il politico definito "un pezzo grosso". Oggetto del colloquio è la mobilitazione dei consoli onorari, che avrebbero avuto un ruolo determinante nel controllo del voto.
La notizia è stata confermata dal procuratore della Repubblica facente funzioni, Francesco Scuderi, che non ha inteso però fornire ulteriori particolari.
"Il momento, visto che siamo ad appena due giorni dal voto - ha detto Scuderi - è delicatissimo, anche perché negli articoli riportati sui giornali ci sono molti dettagli che avrebbero dovuto rimanere riservati, e sarebbe irresponsabile da parte nostra in questo momento rivelare ulteriori particolari".
"Dopo il voto - ha aggiunto Scuderi - potremo fornire qualche notizia in più. Al momento non è il caso di dire alcunché".
Nei giorni scorsi lo stesso Scuderi ed il pm della Dda Roberto Di Palma, titolare dell'inchiesta, avevano incontrato il ministro dell'Interno Giuliano Amato per informarlo sulle risultanze dell'inchiesta.
Come si ricorderà, già alle scorse elezioni furono segnalati alcuni casi di brogli legati proprio alle schede del voto estero.
Amato: "Il Viminale sarà una casa di vetro". Sulla vicenda è intervenuto il ministro dell'Interno Giuliano Amato. "Nei giorni scorsi ho ricevuto una comunicazione da parte della Procura di Reggio Calabria su tentativo di broglio per il voto all'estero". "Si tratta di materia coperta dal segreto istruttorio. Dopo aver ricevuto la notizia ho subito attivato il ministero degli Esteri che ha provveduto con particolare attenzione a garantire che quelle schede non vengano mai perse di vista". Sapere, ha aggiunto, "che ci sono persone che scambiano denaro per il voto non è mai una soddisfazione, ma le misure adottate dal ministero degli Esteri possono aver prevenuto il danno". Il ministero ha allertato i consolati.
Amato ne ha approfittato per dire che durante le operazioni di voto "il Viminale sarà una casa di vetro". "A questo proposito ho invitato gli ex ministri come Maroni, Scajola, Pisanu ed Enzo Bianco.
Le notizie sono fornite dall' ANSA e faccio notare che su nessun giornale è comparso il nome di Dell' Utri almeno non fino alle 19,43 di oggi qualdo ha sentito il bisogno di rilasciare quelle dichiarazioni.
Le conclusioni tiratele voi..... non siamo un tribunale e non possiamo condannare Dell' Utri solo per un sospetto.
Possiamo invece condannare Berlusconi per aver accusato la sinistra prima di accertarsi che il suo amico Marcello fosse del tutto pulito.....
Troppe volte Berlusconi ha accusato i suoi avversari di crimini che invece aveva commesso lui.
Serviva un altro motivo per non votare per Berlusconi? No, ma sarebbe dignitoso che si ritirasse dalle elezioni e queste ultime notizie non lasciano più alibi: se il suo elettorato è composto da idioti e delinquenti ora restano solo i delinquenti a votarlo perchè anche un idiota ormai ha capito. Perderà sicuramente.