facciamoci 2 risate

Ecco il resoconto del Tempo del comizio di ieri a Roma di Berlusconi:
In attesa della rockstar Silvio, e prima della superband Antoniozzi,
Alemanno & Fini, il compito di scaldare lo sparuto pubblico spetta
all'orchestra soul di Demo Morselli. Ma il Colosseo non è il teatro
Parioli né Woodstock, e forse il repertorio andrebbe meglio calibrato, per evitare che la potenza subliminale di certi brani si trasformi in un comico boomerang elettorale.
Che dire di scelte come "Vorrei la pelle nera" dell'indimenticato Nino Ferrer o della battistiana "Dieci ragazze per me"? Quasi una satira involontaria, se non un boicottaggio mascherato nei confronti del Cav. E il tema funky di "2001 Odissea nello spazio"? C'è anche un simil-Michael Jackson che accenna "Thriller", quella con il video sugli zombie.
Ma l'autogol più clamoroso è la sinatriana "My Way", quella che dice:
"E ora che la fine è vicina, e io sono davanti al mio ultimo
sipario...". L'effetto è un mix fra i "Sopranos" e un intrattenimento
sul ponte di seconda classe. Sul declivio, manipoli di pantere grigie
affrontano la graziosa tortura acustica, con la dignità di passeggeri
di un torpedone che abbia forato nella curva sbagliata. Un pazzo
assoluto gesticola per sottolineare il climax ritmico, ma pare un
naufrago che invochi un bagnino.
C'è spazio: quanti saranno gli entusiasti convenuti? Non più di duemila (gli organizzatori parlano anche di 30mila). Più tre cani: della volpina Bianca sappiamo che «ringhia a Prodi in tv», informa la
padrona. Gatti zero, e il dato è inquietante. Due anime per una sola
piazza: e dal look e dai segreti brividi sottopelle riconosci i finiani dai forzisti. Un ragazzo compra a dieci euro la felpa con la scritta "Berlusconi presidente": «Me la metto in palestra».
Poi il giallo delle bandiere: sul muretto offrono stendardi-cimelio di Alleanza Nazionale a cinque euro, fai venti metri e scopri che quelle aggiornate con il simbolo del Pdl non sono in vendita. I simpatizzanti ne vengono muniti prima dell'inno di Mameli, quando una misteriosa voce dal fondo urla "Serrate le fila!" per mostrare alle telecamere uno sventolio corroborante.
Da Gaeta, ecco il comitato delle «Donne assolutamente in piedi», con
buona pace della Santanché. Qualcun altro dispiega un lenzuolo con su
scritto «Silvio salvaci dal male», che a pochi metri dalla via Crucis
assume significati proto-post-cristiani. Roberto, «disoccupato ma
benestante», inoltra un messaggio a Veltroni. «Al governo in Africa? Si può fare».
Quando il Cavaliere affronta lo show, le sue battute incontrano il
tripudio preventivo dei fans. È tutto un «bravo!» anticipato come nella gag di Petrolini-Nerone, eroi locali. Lì dietro, sotto l'Arco di Costantino, mezzo secolo fa arrivò anche il maratoneta Bikila. Vincente sì, ma con i piedi nudi e piagati. Meno male che anche questa corsa è finita.

Stefano Mannucci per “Il Tempo”

Tutti comunisti al Tempo?
Scherzi a parte sono passato da quelle parti e la gente era veramente pochissima, non più di 2000 persone.
Si sa che i forzitalici non vanno in piazza ma l'assenza della gente di AN nonostante ci fossero Fini e Alemanno avvalora l' ipotesi di una clamorosa sconfitta del PSL al senato nel lazio e si sa che se Berlusconi perde il lazio perde l' italia intera.