Aumenta la pensione invalidità e cambiano i limiti di reddito: i nuovi importi

Grandi cambiamenti relativamente alla pensione di invalidità con nuovi limiti di reddito e anche importi differenti.

Un anno importante che porta una rivalutazione complessiva del sistema pensionistico, con modifiche strutturali anche importanti, iter semplificati e certamente un riscontro positivo per la popolazione.

Nuovi importi pensione invalidità
Come cambia la pensione di invalidità- (Zoopolitico.it)

Guardando alle pensioni legate all’invalidità, quindi che prescindono da quelle di vecchiaia e che vengono date a soggetti con malattie importanti e ad uno stadio severo, bisogna prestare attenzione soprattutto ai limiti di importo legati al reddito quindi come conteggiare quanto spetta in base anche a quanto deriva direttamente dall’ISEE.

Pensione di invalidità in aumento: quanto spetta

L’INPS ha comunicato in via ufficiale quelli che saranno importi e anche limiti reddituali, quindi è un cambiamento da considerare ad ampio spettro. La novità è legata sicuramente alla rivalutazione data dal tasso dell’8.6%, quindi l’aspetto principale da considerare in questo senso. Basti pensare che per una pensione di invalidità la quota base salirà con il 100% a 333.33 euro. Questa però viene erogata solo a coloro che hanno un reddito che rientra nei 19461,12 euro annui.

Aumenta pensione invalidità
Aumenta la pensione di invalidità- (Zoopolitico.it)

Da non confondere con l’accompagnamento che invece viene erogato a coloro che hanno la Legge 104 per gravità. Questo importo è fissato a 531,76 euro ed è erogato a prescindere dal reddito, quindi anche se elevato, spetta in ogni caso. La pensione di invalidità invece ha il limite di reddito e non viene erogata in ogni caso ma per chi ha un riconoscimento superiore al 74%. Questi dati sono importanti perché si tende a fare molta confusione pensando che spetti in ogni caso ad esempio anche quando si ha magari il 30% di invalidità.

Altra questione ancora per le pensioni di invalidità è l’incremento al milione, ovvero la possibilità di portare al rialzo l’assegno. Questo spetta solo a invalidi al 100% sordomuti, ciechi assoluti, con un reddito di 9.555,65 euro per i percettori singoli e 16.502,98 euro se coniugati. Bisogna quindi fare il bilancio familiare in ogni caso per rendersi conto se spetta o meno. Laddove si rientri in questi parametri, il beneficio sarà di 401,72 euro mensili, prima dei 65 anni di età.

Va poi ricordato che per gli invalidi superiori all’80% nel momento in cui raggiungono i requisiti per la pensione di vecchiaia vi è un cambiamento. A partire dai 67 anni di età infatti, per chi ha un’anzianità contributiva, e 71 anni di età per chi ha 5 anni di contributi, scatta anche il pensionamento. Tuttavia con invalidità di questo grado è possibile scegliere il pensionamento anticipato che è a 56 anni per le donne e 61 anni per gli uomini.

Non tutti sanno però che secondo il sistema previdenziale la pensione di vecchiaia e l’assegno di invalidità non sono cumulabili, questo vuol dire che il soggetto perde la pensione di invalidità e scatta in automatico quella di vecchiaia, non si possono percepire insieme.

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